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11.02.2006
Il
ventennale |
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Una
gestione previdenziale in crescita gira la boa del suo sesto anno |
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Intervento:
Agr. Alessandro dott. Maraschi |
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La
storia della Cassa Agrotecnici Vorrei
ricordare brevemente che
nell’ambito delle possibilità offerte dal combinato disposto del D.lgs.
509/94 e del D.Lgs. 103/96 la nostra Categoria decise di non dar vita ad
un autonoma gestione previdenziale ma di confluire in una Gestione
separata presso la già
esistente Fondazione ENPAIA. Così
fece anche la similare categoria dei periti agrari, confluendo anch’essa
nell’ENPAIA, dando così vita ad una seconda gestione separata con
regole identiche a quella degli Agrotecnici. All’epoca,
per garantire la confluenza, l’ENPAIA modificò il proprio statuto sulla
base dei seguenti principi, coerenti con le richiamate disposizioni
normative:
Queste
modifiche vennero approvate dal Ministero del lavoro e su questa base il
Consiglio Nazionale degli Agrotecnici, quale Ente Esponenziale di
Categoria decideva l’inclusione Il 12.05.1996. Obbligo
di iscrizione La
Legge 335/95 (riforma delle pensioni) ha esteso la tutela previdenziale
obbligatoria a tutti i soggetti che svolgono, in modo abituale anche se
non esclusivo, attività autonoma di libera professione il cui esercizio
è condizionato all’iscrizione in albi professionali e che erano ancora
sprovvisti di copertura previdenziale. La
gestione separata degli Agrotecnici è stata ufficialmente costituita in
seguito alla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del 28.04.98
del Decreto Interministeriale 25.03.98 che ha approvato il
Regolamento della Gestione e le modifiche allo Statuto della Fondazione
Enpaia. Le
ultime elezioni si sono svolte nel dicembre 2004 e hanno visto la nomina
di quattro nuovi Commissari su sei previsti. Li
ricordo:
Dati statistici sugli iscritti della Gestione
Numero iscritti (attivi e cancellati sono esclusi
i deceduti e i revocati): Distribuzione sul
territorio:
Sesso:
Età media: 39
Reddito medio per
territorio:
Andamento iscrizioni:
Rendimenti netti
attività finanziarie:
(Fonte: Fondazione ENPAIA Direzione Generale Gestione
Separata Agrotecnici) Andamento
della gestione separata Agrotecnici:
Circa la
rivalutazione dei montanti contributivi, si ricorda che i versamenti
effettuati da ciascuno degli iscritti, deve rivalutarsi annualmente di una
percentuale almeno pari ad un coefficiente (che è rappresentato dalla
media del P.I.L. dei cinque anni precedenti a quello in corso) che
annualmente viene reso noto da parte dell’ISTAT. Nell’anno
2005 si era stimato che il numero dei nuovi iscritti si incrementasse
di 80 unità e invece
abbiamo avuto n. 89 iscrizioni, con un incremento del 10% rispetto
all’ipotesi di crescita stimata a nizio anno 2005 del 14,29% rispetto
all’anno precedente (sottolineo che nel 2004 l’incremento è stato di
circa il 6% su base annua). Pertanto il
numero complessivo degli iscritti è
di 1263 depurato dei soggetti revocati e deceduti. L’aumento delle iscrizioni poggia su un insieme di attività portate avanti nel corso di tutto l’anno 2005 dal Collegio Nazionale, in primis dal Presidente Orlandi, che supportato dai Collegi locali, ha svolto un attività a 360 gradi riuscendo ad ottenere nuove competenze professionali che hanno consentito di riflesso maggiori iscritti all’Albbo e conseguentemente un incremento di iscritti alla Cassa. Nel ringraziare per l’attività svolta a livello nazionale e territoriale, colgo l’occasione di invitare i Presidenti e Consiglieri dei Collegi provinciali quando vi siano nuove iscrizioni, o durante le Assemblee di bilancio, a voler rimarcare l’obbligo di iscrizione alla Cassa, quando l’iscritto inizia a svolgere l’attività professionale. Basterebbe inviare al nuovo iscritto con la lettera di benvenuto nell’Albo, il Regolamento della Cassa di Previdenza Degli Agrotecnici, oltre al Codice deontologico! Si eviterebbe di ricevere telefonate da tutta Italia di richiesta chiarimenti da parte di agrotecnici e loro Consulenti che ne sanno meno di loro!!! Volete fare di meno: almeno nella lettera di benvenuto indicate i siti utili: per la previdenza www.enpaia.it Questo perché, se più siamo più avremo possibilità di veder crescere i profitti della Cassa: infatti un conto è comprare sul mercato e altra cosa è farsi confezionare un prodotto su misura delle nostre esigenze: anche con costi di gestione inferiori….. a tutto vantaggio del montante contributivo di ciascuno di Noi. Opportunità
previdenziali per i giovani sino a 35 anni e per chi inizia la professione
tra i 35 e i 40 anni Per i giovani il nostro
Regolamento prevede all’art.
3 punto 5) che gli iscritti
alla Gestione che iniziano l’attività professionale per la prima volta
hanno diritto, se di età inferiore a 35 anni, al dimezzamento del
minimale del contributo soggettivo e di quello integrativo per il primo
quinquennio di iscrizione se il reddito conseguito è pari o inferiore ad
€ 2.580,00. Tale diritto
compete anche ai professionisti che si iscrivono alla Gestione prima di
avere compiuto i 40 anni di età, per la differenza degli anni compresa
fra quella di effettiva iscrizione ed il quarantesimo. Novità,
progetti sul sistema
previdenziale ed assistenziale I
componenti il nuovo Comitato amministratore -insediatosi il 22.09.2005-
hanno costituito un gruppo di lavoro
per rivisitare l’intero Regolamento, alla luce delle nuove norme
vigenti ed in corso di approvazione di modo che i previdenti Agrotecnici
possano dotarsi di un Regolamento snello, trasparente e rispondente
alle esigenze attuali da divenire il modello di riferimento per le
altre Casse. In
particolare si sta esaminando la bozza di:
Naturalmente
le modifiche dovranno essere sottoposte ad una
stima sulle conseguenze a 30-40 anni del patrimonio della Cassa da
uno studio attuariale per
verificarne gli effetti che potranno avere sulla tenuta del sistema
previdenziale nel lungo periodo. Oggi La
situazione oggi, che è stata verificata recentemente dalla Corte dei
conti nella riunione del 25.10.2005 registra
una crescita degli iscritti attivi, con un incremento del 2,4 %
per i periti agrari e
del 6,1% per gli agrotecnici, con utili d’esercizio per entrambe le
casse (pag. 39). E
ancora si afferma che: “la gestione separata degli agrotecnici ha
registrato un’eccedenza delle entrate
contributive rispetto alle spese per prestazioni sia nel 2003 che
nel 2004. ma posso
aggiungere, per la giovane età questo si ripeterà ancora per almeno i
prossimi 10 anni.” Per
quanto riguarda l’operatività si deve registrare che in data 3.12.2004
il Consiglio d’Amministrazione della Fondazione Enpaia approvava una
modifica – nell’interesse della Gestione - all’art. 8 dello Statuto
che chiariva la precedente non chiara formulazione in ordine alla
integrazione dei bilanci delle gestioni separate rendendo esplicita la
circostanza (in precedenza
implicita) che i bilanci delle gestioni separate, pur confluendo in un
unico documento, venissero approvati dai rispettivi Comitati gestori, in
linea con la ratio voluta dal legislatore e come peraltro era sempre
avvenuto dal momento della istituzione delle gestioni separate degli
agrotecnici e dei periti agrari. Su
questa formulazione però il
4.11.2005 il Ministero si esprimeva in modo negativo,
sostenendo che si deve considerare l’inclusione di una gestione
previdenziale all’interno di un ente già esistente, alla stregua di un soggetto indifferenziato!!! Noi del comitato ci siamo subito “ribellati” a questa interpretazione ministeriale per le ovvie ragioni e conseguenze sull’autonomia gestionale dei denari dei previdenti Agrotecnici, e così il Consiglio nazionale, quale Organo ESPONENZIALE della categoria, si è fatto parte diligente prendendo immediatamente contatti per chiarimenti con il Ministero, ma per non veder pregiudicati i propri diritti, ha recentemente impugnato al TAR del Lazio la nota Ministeriale: siamo fiduciosi che si possa giungere ad un riesame del parere che riporti la questione a razionalità, e, validando le già deliberate modifiche dello Statuto dell’ENPAIA. Totalizzazione dei contributi versati in diverse Casse di previdenza. Il
provvedimento interesserà i lavoratori autonomi e i liberi professionisti
che hanno periodi di contribuzione come dipendenti, ma anche i cosiddetti
Co.Co.Co. (collaboratori coordinati continuativi) o i lavoratori a
progetto iscritti alla gestione separata Inps. Finora
il lavoratore poteva ricorrere alla totalizzazione solo se aveva maturato
nelle varie gestione pensionistiche tutti i contributi e l’età
richiesti per la pensione di vecchiaia. Con
le nuove norme, invece, il lavoratore potrà totalizzare i diversi periodi
di iscrizione nelle varie gestioni e precise condizioni: almeno 20 anni di
contributi complessivi e 65 anni di età, 40 anni di contributi a
prescindere dall’età, e che tutti i periodi da totalizzare abbiano una
durata di almeno sei anni. Il
pagamento della pensione sarà effettuato dall’Inps. Nuovo
obbiettivo
da conseguire prossimamente: bisogna rivedere il principio della totalizzazione dei periodi assicurativi consentendo l’estensione dell’operatività anche alle ipotesi in cui non si raggiungano i requisiti minimi per il diritto alla pensione in uno dei fondi presso cui sono accreditati i contributi
Suggerimento
per il prossimo Governo Un auspicio: che si
elimini per le Casse
professionali, un’ingiustificata doppia
tassazione! Nessuno infatti ne parla, ma
bisogna che i previdenti sappiano che oggi
le Casse di previdenza dei professionisti italiani, sono colpiti da
una doppia imposizione fiscale che colpisce, ingiustamente e
inesorabilmente, i contributi versati dagli iscritti alle Casse
professionali e le relative pensioni al momento dell’erogazione!!! E sebbene la legge delega previdenziale (legge 23 agosto 2004,
n. 243) fissi principi a sostegno delle forme pensionistiche
complementari, nulla ad oggi è stato normato per modificare l’attuale
doppia tassazione. Alla luce di questo quadro
normativo e programmatico appare quindi evidente come una nuova riforma
fiscale non possa trascurare le legittime aspettative delle Casse di
previdenza dei professionisti italiani e debba porsi anche l'obiettivo di
risolvere alla radice l'illegittima doppia tassazione che si sostanzia in
un'ingiustificata equiparazione della tassazione delle Casse professionali
a quella delle persone fisiche, con applicazione dell'Irpeg sulle singole
categorie reddituali. Ciò con l'ulteriore aspetto
pregiudizievole che i rendimenti finanziari delle risorse costituite dai
contributi versati dagli iscritti, nonostante la loro natura e finalità
dichiaratamente previdenziale, sono soggetti a capital gain (al 12,50%) o
a Irpeg, come nel caso di dividendi societari. Questa anomala situazione va
collegata all'ordinaria tassazione prevista in capo al pensionato,
fruitore finale delle prestazioni previdenziali garantite dall'ente. L'attuale normativa crea,
pertanto, un'ingiustificata duplicazione dell'imposta che colpisce
sostanzialmente lo stesso ammontare di reddito, prima in capo alla Cassa
professionale e poi, al momento dell'erogazione della pensione, in capo ai
pensionati. Ciò presenta, ovviamente,
anche profili di incostituzionalità, apparendo indiscutibile che il
rendimento della gestione previdenziale e il trattamento pensionistico non
possono essere sottoposti a una doppia imposizione tributaria, che
comprometta la loro funzione solidaristica endocategoriale. Difatti, fra il rendimento
della gestione e il trattamento pensionistico esiste un preciso e rigoroso
nesso di casualità, il quale non consente di scinderli in due presupposti
di imposta. L'unico soggetto passivo è,
in realtà, il destinatario del trattamento pensionistico e non l'ente
pensionistico, che si limita a gestire le risorse in nome e per conto del
primo soggetto. Per questi motivi si ritiene
che possa meritare
accoglimento la richiesta nostra
fatta propria dalla
Fondazione Enpaia e dalle altre Casse riunite nell'Adepp, per una rapida
soluzione del problema, che, presentando gravi profili di
incostituzionalità, deve avere prioritaria soluzione nell’agenda del
prossimo Governo, mediante l'individuazione di specifiche risorse che
possano consentire l'attuazione del fondamentale principio di delega. Ciò non costituirebbe certo
un privilegio per le Casse dei professionisti ma, semmai, l'eliminazione
di una gravissima ingiustizia nei loro confronti di cui da troppo tempo si
parla senza che vengano realizzati interventi concreti che appaiono
indilazionabili nel momento in cui si pone, finalmente, una mano
riformatrice nella giungla fiscale che regola il nostro paese, con pesanti
iniquità o, addirittura, come nel caso delle Casse, fenomeni di vera e
propria duplicazione d'imposta. Agr. Alessandro dott.
Maraschi |
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